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Generi: Artist

  • Gianluca Pagliarani

    Gianluca Pagliarani

    Fumettista e illustratore, classe 1972, vive e lavora a Santarcangelo di Romagna. Nel 2005 fa il suo esordio come disegnatore di storie a fumetti lavorando per la casa editrice Coniglio Editore e con Eura Editoriale, nel 2007 inizia la collaborazione con la casa editrice americana Avatar Press per la quale realizza le tavole di “Wolfskin Annual #1”, “Aetheric Mechanics” e “Ignition City”, tutte su testi di Warren Ellis. Nel 2014 disegna per la francese Soleil il quinto volume della serie “Succubes: Nayeli” scritta da Thomas Mosdi. Nel 2015 Fonda insieme a Giovanni Barbieri e Alan D’aAmico il collettivo di autori di fumetti “Blasteroid Bros”. Dal 2012 inizia la collaborazione con Sergio Bonelli Editore entrando a far parte dello staff di disegnatori della serie fantasy Dragonero, e dal 2018 copertinista regolare sempre della stessa serie.

  • Donald Soffritti

    Donald Soffritti

    Donald Soffritti nasce a Ferrara  l’11 aprile 1967. Dopo un percorso di studi artistici, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1990. Entra nelle scuderie Disney nel 1997 come inchiostratore per poi iniziare come disegnatore nel 1999, dopo aver conseguito il diploma ufficiale all’Accademia Disney di Milano. La collaborazione è tuttora in attivo.

    Scorazza per l’editoria italiana e d’oltralpe con prodotti come KicoRat-Man, Vasco Comics, Alienor, Toutou & Cie, Superheroes Decadence, Les Quatre Quarts, Il negozio di Animali, Bienvenue chez les Corses… et bonne chance!

    Nel 2011 collabora all’inserto satirico il Misfatto (prima stagione) de il Fatto Quotidiano con 60 strip scritte da Roberto Corradi, con il quale approda successivamente a Yanez, inserto satirico del quotidiano Pubblico di Luca Telese. Con lo sceneggiatore e amico Giorgio Salati disegna Bookbugs, una serie di strip di carattere culturale-tecnologico uscite mensilmente sulla rivista digitale PreTesti di Telecom Italia. Per il Natale 2012 realizza i disegni e i fondali delle vetrine interattive di Benetton a Milano per conto di Fabrica spa in collaborazione con il comico Gianni Fantoni e lo studio di animazione Cartobaleno.

    Nel 2014 nasce il progetto “Birds in Jazz”, serie di stampe su tela a colori ritraenti famosi jazzisti paperizzati. Raccolti in una mostra hanno girato in alcune città italiane.

    Nel 2021 esce per la collana Comics & Science la storia “Occhi aperti sul pianeta terra” scritta da Alessio Schreiner, in collaborazione con il CNR e la coordinazione di Andrea Plazzi.

    Nel 2022, in occasione dei 100 anni della Disney, realizza una delle 8 storie celebrative, in collaborazione con Francesco Artibani e Carlo Panaro.

    Sempre per la medesima celebrazione disegna due variant cover della serie “What if…” (Disney/Marvel) in una divertente trasposizione Disney di un paio di cover Marvel, Avengers e X-Man.

    Nel 2022 realizza una illustrazione per l’albo “Cronache di Arda” per Mirage Comics.

    L’anno successivo per il secondo volume, realizza 12 pagine di fumetto, compreso il relativo colore.

    Disegna altre 12 pagine del terzo volume della serie di cui colora anche la cover disegnata dal maestro Giorgio Cavazzano.

    Nel 2024 sempre con Mirage Comics, inizia una collaborazione come curatore della linea kids.

    Realizza inoltre per la stessa casa editrice una cover speciale, con protagonista Elija Wood per l’evento Gamics Cesena.

    Nel 2025 disegna per la Disney Marvel l’abo supereroistico serie “What if…” Donald Duck Became IRON MAN, soggetto di Steve Behling, sceneggiatura di Luca Barbieri, disegni Donald Soffritti.

  • Omar Rashid

    Omar Rashid

    Omar Rashid è regista, autore e produttore tra le voci più originali del panorama audiovisivo italiano contemporaneo. Da anni attraversa cinema, documentario, arte e cultura pop con uno stile personale e sperimentale, capace di mescolare linguaggi diversi e immaginari contemporanei.

    Nel corso della sua carriera ha sviluppato progetti tra cinema indipendente, videoclip, branded content e documentari culturali, mantenendo sempre uno sguardo attento ai mondi creativi e alle nuove forme di narrazione visiva.

    Il suo nuovo film Generazione Fumetto racconta l’evoluzione del fumetto italiano contemporaneo attraverso le voci di alcuni dei suoi protagonisti più rappresentativi, da Zerocalcare a Sara Pichelli, da Sio a Mirka Andolfo e Giacomo Bevilacqua. Il documentario esplora il fumetto come linguaggio culturale capace di dialogare con cinema, musica, web e cultura pop, restituendo il ritratto di una generazione che ha trasformato questo medium in un fenomeno centrale dell’immaginario contemporaneo.

    Presentato in anteprima nei circuiti festivalieri e in arrivo nelle sale come evento speciale, Generazione Fumetto conferma l’interesse di Omar Rashid per i linguaggi pop e le storie capaci di raccontare il presente attraverso nuove forme espressive.

    Sul palco del Pop Screen Fest, Omar Rashid ci farà scoprire i dietro le quinte di Generazione Fumetto e del mondo del fumetto contemporaneo: non mancare!

  • Lamberto Bava

    Lamberto Bava

    Lamberto Bava è uno dei registi e sceneggiatori che hanno segnato in modo indelebile il cinema di genere italiano. Figlio del maestro Mario Bava, cresce immerso nel mondo del cinema e costruisce negli anni una carriera personale capace di attraversare horror, thriller e fantasy, diventando un punto di riferimento per generazioni di appassionati.

    Dopo aver lavorato come aiuto regista al fianco di grandi autori italiani, debutta dietro la macchina da presa negli anni Settanta e conquista rapidamente il pubblico internazionale con uno stile visivo riconoscibile, fatto di atmosfere visionarie, tensione e immaginario pop.

    Il suo nome è legato a cult diventati iconici come Macabro, La casa con la scala nel buio, Demoni e Demoni 2, film che hanno contribuito a definire l’estetica dell’horror italiano degli anni Ottanta e che ancora oggi influenzano cinema, musica e cultura pop contemporanea.

    Nel corso della sua carriera ha lavorato anche per la televisione, dirigendo produzioni di grande successo e collaborando con artisti e produttori internazionali. Il suo cinema, sospeso tra incubo, spettacolo e sperimentazione visiva, continua a essere celebrato nei festival e riscoperto da nuove generazioni di spettatori.

    Il cult horror sul palco del Pop Screen Fest: non mancare all’appuntamento con Lamberto Bava, una delle figure più iconiche del cinema di genere italiano.

  • Francesco Montanari

    Francesco Montanari

    Francesco Montanari, romano, classe 1984, è uno degli attori più apprezzati del panorama italiano contemporaneo. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, divide la sua carriera tra teatro, cinema e televisione, costruendo negli anni un percorso artistico intenso e versatile.

    Il grande pubblico lo conosce soprattutto per il ruolo del “Libanesein Romanzo Criminale – La serie, personaggio diventato iconico e che gli ha regalato un successo immediato. Da allora ha interpretato protagonisti complessi e sfaccettati in produzioni come Squadra Antimafia, Il Cacciatore, I Medici, Il Grande Gioco e la recente serie Netflix Maschi veri.

    Parallelamente al lavoro sullo schermo, continua a portare avanti un forte legame con il teatro, collaborando con registi come Giorgio Albertazzi, Valerio Binasco e Luciano Melchionna. La sua capacità di passare dal dramma alla commedia, dal noir al racconto intimista, lo ha reso negli anni uno dei volti più riconoscibili e trasversali della serialità italiana contemporanea.

    Nel 2018 vince il premio come miglior interprete maschile al Cannes International Series Festival per Il Cacciatore, confermando una carriera costruita su personaggi intensi, magnetici e profondamente umani.

    Dal grande schermo al palco del Pop Screen Fest: non perdere l’occasione di incontrare dal vivo Francesco Montanari e ascoltare il racconto del suo percorso artistico.

  • Ludica – L’arte di sorpendere

    Ludica – L’arte di sorpendere

    C’è un momento preciso, durante certi eventi, in cui qualcosa cambia. Le persone smettono di guardarsi intorno con quell’aria da “quanto manca alla fine”. Abbassano il telefono. Iniziano a ridere; di gusto, non per educazione. Cominciano a collaborare con colleghi con cui di solito scambiano solo email. O a competere con sconosciuti come se si conoscessero da anni. Quel momento non è un caso. È il risultato di una progettazione precisa.

    Ludica nasce per creare esattamente quel momento. È un’azienda che progetta e organizza eventi esperienziali con il gioco come elemento centrale; non come decorazione, ma come motore dell’esperienza.

    Lavora con aziende che vogliono team building capaci di lasciare qualcosa di concreto; con centri commerciali che cercano animazioni in grado di trasformare uno spazio retail in un posto in cui vale la pena stare; con enti, associazioni e privati che vogliono un evento che sorprenda davvero, che si ricordi, che funzioni.

    I suoi format sono strutturati e testati, ma non sono mai uguali. Ogni progetto parte da una conversazione: chi sei, cosa vuoi ottenere, chi sono le persone che vuoi coinvolgere. Da lì costruiscono qualcosa su misura, non un pacchetto preconfezionato.

    Gestisce anche Ludoland, la ludoteca con cui portano la stessa filosofia nel mondo dei bambini e delle famiglie. Perché il gioco ben progettato funziona a qualsiasi età.

     

  • YUJI KAIDA, IL BAMBINO CHE SOGNAVA I MOSTRI AL CINEMA

    YUJI KAIDA, IL BAMBINO CHE SOGNAVA I MOSTRI AL CINEMA

    Yuji Kaida, celeberrimo illustratore e designer giapponese, piomba su FalComics 2026 come un titano che squarcia il velo tra arte analogica e iconografia pop, pronto a ridefinire i confini dell’immaginario mostruoso. FalComics, ovviamente, reagisce nell’unico modo sensato: lo accoglie come uno degli ospiti più speciali della propria storia.

    A proposito di storia, parliamo un po’ della sua. Yuji Kaida nasce il 26 marzo 1953 tra le pieghe industriali della prefettura di Hyogo. Non inciampa nel kaiju – le enormi creature giapponesi dall’incredibile forza distruttiva – per caso: da ragazzino è ipnotizzato dai manifesti fuori dai cinema di Amagasaki. Non sono solo i film a colpirlo, ma anche quelle immagini gigantesche dei poster che promettono mondi fuori scala, dove le regole della realtà si piegano alla meraviglia.

    Epifanie cromatiche come quelle dello scontro tra King Kong e Godzilla nel celebre film diretto da Ishiro Honda nel 1962, Il trionfo di King Kong, lo rapiscono e imprimono nella sua retina l’urgenza di ricrearne l’estetica iperbolica. Quell’impatto visivo diventa una bussola e, dopo gli studi, Kaida realizza che il suo posto sarebbe stato dalla parte dello schermo, ma armato di pennelli invece che di cinepresa.

     

    Dal Kaiju Club a Tokyo: nascita di un Maestro

    Dopo la laurea all’Università delle Arti della Città di Kyoto, Kaida si trasferisce a Tokyo nel 1978 e comincia la carriera da illustratore freelance. Sono gli anni di fermento in cui la cultura otaku sta prendendo forma. Kaida entra nel leggendario Kaiju Club, circolo di appassionati visionari destinato a influenzare l’intera industria del tokusatsu. Il termine, che letteralmente si traduce in “fotografia speciale”, identifica le tipiche produzioni giapponesi in live-action con largo uso di effetti speciali pratici come suitmation (attori in costume), modellini, esplosioni pirotecniche; pensiamo ad esempio ai Super Sentai, a Megaloman o – appunto – a Godzilla.

    Da lì arrivano i primi incarichi: mappe ipertecniche di navi e basi aliene per riviste specializzate come Uchusen, silhouette drammatiche per Ultraman, sinossi visive di Godzilla che pulsano di minaccia organica. È in questo terreno che nasce il soprannome che lo seguirà ovunque: Kaiju Eshi, il pittore dei mostri.

     

    Godzilla, Ultraman e la rivoluzione dei Gunpla

    Il suo nome si lega indissolubilmente a Godzilla e Ultraman, ma la sua consacrazione definitiva avviene negli anni ’80, quando esplode il fenomeno dei modellini in plastica. Kaida firma circa un centinaio di box art per i Gunpla di Bandai, trasformando la scatola da semplice confezione a manifesto narrativo: ogni illustrazione sembra un fotogramma di un film che non esiste ancora, ma che il fortunato proprietario potrà “girare” sul proprio tavolo.

    Prima dell’era Kaida, i modellini erano semplici giocattoli infantili con packaging puramente funzionali e trascurabili; con lui, diventano pezzi d’arte collezionabili dove confezione e contenuto si fondono insieme in un’unità estetica. Inoltre, robot e mostri non sono più supereroi patinati, ma macchine da guerra immerse in un mondo credibile, sporco di fumo, scintille, detriti e riflessi metallici che danno ai mecha quel famoso oomph, lo sprint meccanico che i fan riconoscono a colpo d’occhio.

     

    Uno stile tra luce, volume e tragedia

    Lo stile di Kaida è inconfondibile: lavora in analogico, con aerografo e acrilici, tessendo immagini in cui luce e volume sono protagonisti quanto i mostri stessi. Le squame di Godzilla brillano di umidità e sembrano avere peso; la corazza di un Gundam riflette esplosioni fuori campo con una resa iperrealistica; i cieli non sono solo fondali, ma descrivono stati d’animo.

    Per i robot adotta un approccio quasi ingegneristico; per Ultraman sceglie invece un registro più pittorico e drammatico, con tramonti incendiati o cieli squarciati da fulmini che stagliano l’eroe d’argento contro la massa organica del kaiju. Quella prospettiva dal basso, poi,  catapulta l’osservatore nei panni di un soldato sul campo: mentre esalta l’imponenza delle creature, evoca il terrore antropico e ci ricorda quanto siamo piccoli davanti a queste forze mastodontiche.

     

    I kaiju come vittime della modernità

    C’è però un altro dettaglio che rende l’opera di Kaida diversa da molte altre. I suoi mostri non sono pure caricature di ferocia, ma portano addosso una forma di malinconia ancestrale. Seguendo la lezione del regista Ishiro Honda, i suoi kaiju sembrano spesso vittime della modernità, creature fuori dal proprio elemento che cercano di sopravvivere in un contesto che non comprendono e percepiscono come ostile. Sono tragiche incarnazioni di paure collettive più che semplici antagonisti da abbattere.

    In una recente intervista, l’autore ha spiegato che disegnare un kaiju non significa copiare un design, ma tentare di catturare l’anima di una forza della natura che l’uomo non può controllare. È in questo patto emotivo – più che nell’effetto speciale – che si gioca la potenza delle sue immagini, capaci di fare breccia tanto nel fan hardcore quanto nel visitatore casuale di una mostra.

     

    Da Hollywood al Seiun

    La fama di Yuji Kaida non resta confinata in Giappone. La sua onda d’urto varca l’oceano, e Hollywood lo individua presto come uno dei grandi interpreti visivi del fantastico, affidandogli i poster giapponesi di film come Kong: Skull Island (2017) e Ready Player One (2018). Steven Spielberg stesso gli s’inchina simbolicamente davanti e lo descrive come un pilastro della propria formazione immaginativa.

    Nel 1997, Kaida riceve il prestigioso Seiun Award, considerato l’equivalente giapponese dell’internazionale Hugo Award per la fantascienza. Le sue mostre – come Kaiju to 20-seiki no yume (I kaiju e il sogno del XX secolo), ospitata anche al 21st Century Museum di Kanazawa – continuano a radunare legioni di migliaia di visitatori, con selezioni di opere dedicate a Godzilla, Ultraman ed Evangelion.

     

    Un ospite speciale per chi ama sognare… in grande!

    Oggi, a 73 anni scolpiti nel mito, Yuji Kaida continua a domare l’incontrollabile con i propri pennelli e a imbarcarsi in nuove sfide. La sua presenza a FalComics 2026 sarà infatti anche la sua prima apparizione in Italia in un evento di settore. Si tratta non solo di un grande onore per noi e di un’opportunità senza precedenti, ma anche di un richiamo diretto a chiunque sia attratto dai mondi impossibili, a chi ama mettersi nel punto esatto in cui il terrore del mostro si trasforma in meraviglia, in Wonder.

    Incontrarlo significa guardare Godzilla, Ultraman, i Gundam e tutti i giganti che ci hanno fatto sognare attraverso gli occhi di chi li ha dipinti come icone moderne. Vedendolo dal vivo, quanti kaiju prenderanno vita nei blocchi e nei tablet degli aspiranti artisti che riusciranno a trovarsi al suo cospetto?

    Nel frattempo, occhi puntati sul sito – questo – e sui social di FalComics: il programma degli incontri con Yuji Kaida, le attività esclusive e le modalità di partecipazione verranno svelati proprio lì.

  • Mariangela Zenobi

    Mariangela Zenobi

    Tutti la chiamano Mary. Marchigiana, classe 1981, è una piccola imprenditrice e divulgatrice.

    Nel 2022 la sua vita cambia radicalmente con la diagnosi di Chronic Inflammatory Demyelinating Polyneuropathy, una rara malattia neurologica autoimmune che, all’esordio, le provoca una paralisi quasi totale, impedendole persino di mangiare e vedere. Grazie alle infusioni settimanali di immunoglobuline derivate dal plasma — una terapia che segue tuttora con costanza — intraprende un percorso di recupero che le restituisce autonomia e prospettiva.

    Consapevole di dovere la propria vita a centinaia di donatori anonimi, trasforma la gratitudine in azione creando la pagina @maryrunsforplasma, con l’obiettivo di ringraziarli e sensibilizzare sull’importanza della donazione.

    Da questa missione nasce #plasmaforlife, una challenge solidale che unisce sport e donazioni: grazie ai chilometri condivisi attraverso camminate, nuotate e altre attività — oppure ai 100 km simbolici associati a ogni donazione di plasma — si sviluppa un giro del mondo ideale, capace di generare un effetto domino di consapevolezza.

    La sua storia ha inoltre ispirato il fumetto “La storia di Mary”, realizzato da AVIS Roma in collaborazione con la Scuola Romana dei Fumetti.

  • I Bon Bon di Lety

    I Bon Bon di Lety

    Letizia Cosplay, conduttrice del programma televisivo I Bon Bon di Lety in onda su iunior TV e SuperSix, porta sul palco uno spettacolo musicale interattivo che fa rivivere la magia dei cartoni animati degli anni ’70, ’80 e ’90.

    Durante lo show, Letizia canta le sigle più amate di quegli anni, accompagnando il pubblico in un vero e proprio viaggio nel tempo, fatto di ricordi, emozioni e sorrisi.

    • I video proiettati sono originali e contengono i testi, così tutti possono cantare insieme
    • Il pubblico diventa protagonista: bambini, genitori e nonni uniti dalla stessa musica

    Perché funziona?
    • È coinvolgente e inclusivo
    • Unisce spettacolo, musica e interazione
    • Perfetto per piazze, teatri, festival, eventi family e manifestazioni

    I Bon Bon di Lety LIVE non è solo un concerto, ma:
    • un momento condiviso
    • un tuffo nei ricordi
    • una grande festa cantata da tutte le generazioni

  • DisCorrida

    DisCorrida

    DisCorrida è il talent nerd più folle e divertente! È un format originale ed esclusivo firmato C. F.C. Comics Festival Community: un talent show amatoriale dedicato al mondo nerd, fantasy, cartoon e pop culture, dove chiunque può salire sul palco e mettersi in gioco.

    Cantanti, ballerini, attori, imitatori e performer di ogni tipo si esibiscono portando in scena il proprio talento attraverso l’immaginario geek, in uno spettacolo dinamico, ironico e altamente coinvolgente. Non conta la perfezione, ma l’energia, la creatività e la capacità di intrattenere.

    Il format è pensato per festival ed eventi e si distingue per il suo approccio inclusivo e goliardico: una vera e propria celebrazione del talento autentico e dell’intrattenimento puro.

    Il pubblico è parte integrante dello show e ne determina il successo: applaude, reagisce, si diverte e contribuisce a rendere ogni esibizione memorabile.

    DisCorrida è libertà espressiva, spettacolo e cultura pop condivisa, dove ogni partecipante può diventare protagonista e conquistare la propria “gloria nerd”.

    Per il primo classificato dell’edizione 2026, in palio due biglietti A/R (2 passaggi ponte + 1 auto) per il traghetto Ancona – Durazzo di Adria Ferries, da usufruire nel periodo dal 15/09 al 30/11 2026 oppure dal 15/01 al 31/05 2027.